Altezza lampadario sopra il tavolo: misure se il tavolo si allunga

Lampadario lineare sospeso sopra il tavolo Bonaldo Art con piano in vetro
Immagine courtesy Bonaldo

La lampada sopra il tavolo si appende una volta e resta lì per anni. Il tavolo allungabile, invece, cambia lunghezza ogni volta che arrivano ospiti: conviene progettare la luce pensando a entrambe le configurazioni.

L’altezza del lampadario sopra il tavolo indicata dai produttori di illuminazione va da circa 55 a 100 cm tra il fondo della lampada e il piano. Louis Poulsen, nella scheda della sospensione PH 5, suggerisce 55-70 cm a seconda del modello; Flos, nella sua guida alle lampade a sospensione, parla di 70-100 cm sopra tavoli, piani di lavoro e isole. Dentro questa forbice la scelta dipende dalla lampada, da quanto scherma la sorgente e da quanto volete che la luce resti raccolta sulla tavola.

Con un tavolo allungabile c’è una seconda domanda, meno ovvia: dove cade il centro quando il piano si apre, e se una sola lampada basta ancora a illuminare tutti i posti.

In sintesi

  • Distanza tra lampada e piano: 55-70 cm secondo Louis Poulsen, 70-100 cm secondo Flos.
  • Con due o più sospensioni Louis Poulsen indica circa 80 cm di distanza tra le lampade.
  • Il tavolo allungabile sposta il centro e allunga la superficie: valgono sospensioni multiple, binari, decentratori o lampade a braccio.
  • Luce calda e dimmer aiutano la convivialità; meglio verificare che lampadina e varialuce siano compatibili.
  • La UNI EN 12464-1 riguarda i luoghi di lavoro, non la sala da pranzo di casa.

A che altezza va il lampadario sopra il tavolo?

Il lampadario sopra il tavolo va appeso in modo che tra il fondo della lampada e il piano restino, a seconda della fonte, da 55 a 100 cm. Nella scheda della sospensione PH 5 di Louis Poulsen, il modello disegnato da Poul Henningsen nel 1958, il produttore danese indica circa 55-70 cm tra il bordo inferiore del paralume e il tavolo, a seconda delle dimensioni del modello. La guida di Flos alle lampade a sospensione propone invece circa 70-100 cm sopra il piano, con due avvertenze: troppo in alto la luce diventa eccessiva, troppo in basso la lampada copre la vista della stanza.

Le due indicazioni non si contraddicono: descrivono lampade diverse. Un paralume che scherma bene la sorgente, come quelli a lamelle, può scendere di più senza abbagliare chi è seduto. Una sfera di vetro o una lampada con la sorgente a vista va tenuta più alta. Il controllo pratico si fa da seduti: non dovete vedere la lampadina e dovete poter guardare in faccia chi siede di fronte senza che la lampada si metta in mezzo.

Quanto deve essere grande la lampada rispetto al tavolo?

Nessuno dei produttori consultati pubblica un rapporto fisso tra diametro della lampada e dimensioni del piano, per cui diffidate delle formule. Il criterio sensato è visivo e funzionale: la lampada non deve sporgere oltre il bordo del tavolo, dove chi si alza rischia di urtarla, e deve restare proporzionata alla profondità del piano più che alla sua lunghezza. Per orientarsi, la PH 5 misura 50 cm di diametro e Louis Poulsen la descrive spesso usata in coppia sopra i tavoli da pranzo lunghi. Le misure del vostro piano, posto per posto, le trovate nella guida alle misure del tavolo da pranzo in base al numero di persone.

Quante sospensioni servono per un tavolo lungo?

Per un tavolo lungo servono in genere due o più sospensioni, distanziate in modo uniforme. Louis Poulsen, nella stessa scheda della PH 5, indica circa 80 cm tra una lampada e l’altra quando se ne usano due o più, per ottenere una luce omogenea. In alternativa si può scegliere una sospensione lineare, che distribuisce la luce lungo tutto il piano, o un sistema a binario: Muuto, per esempio, presenta la sua Rime Rail proprio come soluzione per creare un’atmosfera equilibrata sopra i tavoli da pranzo.

Lungo tavolo da pranzo in legno con due sospensioni geometriche allineate sopra
Foto di GoodLifeConstruction su Unsplash

La forma del tavolo pesa quanto la lunghezza. Un rotondo chiede una sola lampada centrata, un rettangolare lungo una fila, un ovale si presta sia alla lampada lineare sia a due sospensioni. Se la forma non è ancora decisa, ne parliamo nella guida su che forma di tavolo da pranzo scegliere.

Cosa cambia se il tavolo si allunga?

Quando il tavolo si allunga cambiano due cose: la superficie da illuminare e, spesso, la posizione del centro. Nei modelli con allunga centrale il piano si apre in modo simmetrico e il centro resta dov’era; nei modelli con prolunghe su un solo lato, o quando il tavolo viene spostato per farlo entrare aperto nella stanza, il centro si sposta. Una lampada perfettamente centrata sul tavolo chiuso può finire sopra un estremo del tavolo aperto.

Le soluzioni sono quattro, e si possono combinare.

  • Sospensioni multiple calibrate sul tavolo chiuso. Due lampade centrate sul piano chiuso illuminano bene l’uso di tutti i giorni; da aperto, le teste del tavolo restano in penombra, cosa accettabile se si apre solo poche volte l’anno.
  • Binario o sistema a cavi. Permette di spostare o aggiungere punti luce lungo l’asse del tavolo. È la scelta più flessibile quando la differenza tra chiuso e aperto è grande.
  • Decentratore. Un gancio o un rosone spostato sul soffitto porta la lampada sopra il centro del tavolo anche quando il punto luce elettrico non coincide. Utile anche per centrare la luce sulla posizione del tavolo aperto.
  • Lampada da terra a braccio o ad arco. Non richiede lavori al soffitto e si sposta con il tavolo. Serve però spazio per la base, che non deve intralciare le sedie.

Per capire l’ordine di grandezza, basta guardare le schede tecniche dei tavoli allungabili. Il Kimono di Bontempi nella versione 54.15 passa da 200 a 250 e 300 cm; il 4×4 di Ozzio va da 100×200 cm chiuso a 138×254 cm aperto; il Big Round, sempre di Ozzio, ha due aperture da 130×165 e 165×165 cm. Sono differenze che una sola lampada fatica a coprire.

Lunghezza del tavolo Soluzione di luce Note
Rotondo che diventa più grande (es. Ozzio Big Round, 130×165 e 165×165 cm) Una sospensione centrata Verificare che il centro resti lo stesso nelle due aperture
Rettangolare con allunga centrale (es. Ozzio 4×4, da 200 a 254 cm) Due sospensioni o una lineare Con più lampade, circa 80 cm tra l’una e l’altra secondo Louis Poulsen
Molto lungo da aperto (es. Bontempi Kimono 54.15, da 200 a 300 cm) Binario, sistema a cavi o sospensioni multiple Calibrare sul tavolo chiuso, aggiungere luce per le teste da aperto
Tavolo che si apre su un lato o cambia posizione da aperto Decentratore o lampada da terra a braccio Il centro si sposta: misurare entrambe le posizioni

Che temperatura di colore scegliere per la luce sopra il tavolo?

Sopra il tavolo da pranzo funziona una luce calda. Nella sua guida alle fonti luminose, Foscarini classifica come bianco caldo le sorgenti tra 2700 e 3000 K, come molto calde quelle sotto i 2700 K e come bianco naturale freddo quelle tra 3000 e 4000 K. Louis Poulsen, nella sua guida all’acquisto delle sorgenti luminose, osserva che le temperature di colore più basse creano un’atmosfera calda e accogliente, adatta a rilassarsi e a stare in compagnia, mentre la luce più fredda serve per i compiti che richiedono concentrazione.

Il varialuce è l’accessorio che rende davvero versatile la luce sopra il tavolo: piena per i compiti dei ragazzi o per lavorare al computer, bassa a cena. Louis Poulsen avverte però che non tutte le lampadine sono dimmerabili e che usare lampadine non dimmerabili con un dimmer può causare sfarfallio o danneggiarle. Prima di comprare, controllate la compatibilità sulla confezione della sorgente e sulla scheda della lampada.

Una nota sulle norme: la UNI EN 12464-1:2021, citata spesso quando si parla di illuminazione, stabilisce i requisiti per l’illuminazione dei posti di lavoro in interni. Non riguarda la sala da pranzo di casa, ed è meglio non prenderne i valori come riferimento per la tavola.

Quali sono gli errori più comuni?

  • Centrare la lampada sulla stanza invece che sul tavolo. Il punto luce lasciato dall’impianto raramente coincide con la posizione definitiva del tavolo, soprattutto in un open space.
  • Appendere troppo in alto. Una lampada vicina al soffitto illumina la stanza, non la tavola, e la luce diventa eccessiva, come ricorda anche Flos.
  • Scegliere la lampada solo sulle misure del tavolo chiuso. Con un allungabile conviene ragionare su entrambe le lunghezze.
  • Lampade che sporgono oltre il bordo. Chi si alza ci finisce contro, e la luce cade sulle sedie invece che sul piano.

La lampada fa parte dell’arredo quanto il tavolo e le sedie: lo ricordiamo anche nei consigli su come inserire un tavolo allungabile in un arredo moderno. Un riferimento per confrontare le misure dei tavoli allungabili da chiuso e da aperto, prima di decidere la luce, è il catalogo di Arredare Moderno.

Domande frequenti sulla lampada sopra il tavolo

La distanza si misura dal fondo della lampada o dal cavo?

Dal fondo della lampada al piano del tavolo: è il riferimento usato sia da Louis Poulsen, che parla del bordo inferiore del paralume, sia da Flos, che indica la distanza sopra il piano.

Se il soffitto è molto alto bisogna alzare la lampada?

No: la distanza che conta è quella dal piano, non dal soffitto. Con soffitti alti si allunga il cavo o lo stelo, mantenendo la lampada alla quota consigliata sopra il tavolo.

Si possono mescolare lampade diverse sopra lo stesso tavolo?

Sì, purché abbiano la stessa temperatura di colore e siano appese alla stessa distanza dal piano, oppure con differenze volute e ben visibili. Vale lo stesso ragionamento delle sedute spaiate, di cui parliamo nella guida su come abbinare le sedie al tavolo allungabile: la varietà funziona quando c’è un elemento comune che tiene insieme la scena.

Cosa misurare prima di comprare la lampada

Misurate la lunghezza del tavolo chiuso e aperto, la sua profondità e la posizione del centro nelle due configurazioni, poi la distanza tra il punto luce sul soffitto e quel centro. Annotate l’altezza del piano da terra e quella del soffitto, per calcolare la lunghezza del cavo che serve a portare la lampada nella forbice indicata dal produttore. Infine controllate che lampada, sorgente e varialuce siano compatibili tra loro.

Fonti

Redazione Tavoli Allungabili

La Redazione Tavoli Allungabili scrive guide pratiche su misure, forme, materiali e meccanismi dei tavoli allungabili, con prezzi rilevati e datati e fonti verificate. Metodo e trasparenza sono spiegati nella pagina Chi siamo.

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